Negli ultimi anni la composizione della benzina è cambiata. L’introduzione di carburanti contenenti etanolo (E5 ed E10) ha migliorato l’impatto ambientale dei combustibili, ma ha anche introdotto nuove caratteristiche chimiche che influenzano la stabilità del carburante.
Una delle più importanti è l’igroscopicità dell’etanolo, cioè la sua capacità di assorbire umidità dall’ambiente.
Questo fenomeno può avere effetti sulla qualità della benzina e sulla stabilità del carburante durante lo stoccaggio.
L’igroscopicità è la capacità di una sostanza di assorbire acqua dall’ambiente circostante.
L’etanolo è una molecola fortemente igroscopica. Questo significa che tende naturalmente ad attirare e trattenere molecole d’acqua presenti nell’aria.
Quando l’etanolo viene miscelato con la benzina, questa proprietà può influenzare il comportamento del carburante nel tempo.
Per questo motivo la stabilità della benzina contenente etanolo è un tema sempre più discusso nel settore automotive e nella gestione dei carburanti.
L’etanolo è un alcol e possiede una struttura chimica che gli permette di legarsi facilmente alle molecole d’acqua.
Questa caratteristica è la stessa che rende l’etanolo completamente miscibile con l’acqua.
Nel caso dei carburanti, questo significa che la benzina contenente etanolo può:
Questo fenomeno è particolarmente rilevante nelle benzine E10, dove la percentuale di etanolo è più elevata.
Leggi l’articolo dedicato Benzina E5 ed E10: differenze e cosa cambia davvero
Quando la benzina contenente etanolo assorbe umidità possono verificarsi diversi fenomeni che influenzano la qualità del carburante.
Tra i principali:
In alcune condizioni può verificarsi anche la cosiddetta separazione di fase, un fenomeno in cui acqua, etanolo e benzina tendono a separarsi.
Questo può compromettere la qualità del carburante e influenzare il funzionamento del sistema di alimentazione.
Le normative ambientali hanno portato a un aumento della quota di bio-componenti nei carburanti.
Questo ha dato origine a benzine come:
L’etanolo contribuisce a migliorare l’impatto ambientale del carburante, ma introduce anche nuove variabili nella gestione e nello stoccaggio della benzina.
Leggi l’articolo di approfondimento: cos’è l’etanolo nella benzina e perché viene utilizzato
Per ridurre i problemi legati alla stabilità del carburante esistono diverse soluzioni utilizzate nel settore automotive e nella gestione dei carburanti.
Tra queste:
Gli additivi stabilizzatori aiutano a mantenere la qualità della benzina e a prevenire la formazione di depositi nel sistema di alimentazione.
Leggi il nostro approfondimento: cos’è uno stabilizzatore per benzina e quando è davvero necessario usarlo
In ambito professionale vengono utilizzati additivi progettati per migliorare la stabilità del carburante e proteggere i sistemi di alimentazione.
Questi prodotti possono contribuire a:
Tra le soluzioni disponibili esistono additivi benzina concentrati progettati per il trattamento di carburanti contenenti etanolo.
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L’introduzione dell’etanolo nei carburanti ha modificato alcune caratteristiche della benzina, rendendo più importante la gestione della stabilità del carburante.
L’igroscopicità dell’etanolo è uno degli aspetti più rilevanti perché può influenzare l’assorbimento di umidità e la qualità della benzina nel tempo.
Comprendere questi fenomeni è fondamentale per prevenire problemi di stoccaggio, formazione di depositi e instabilità del carburante.
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